Portabilità fondi pensione 2026: nuova opportunità per i lavoratori
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) introduce una delle più rilevanti innovazioni degli ultimi anni nell’ambito della previdenza complementare. A partire, presumibilmente, dal 1° luglio 2026, i lavoratori potranno trasferire non solo quanto già accumulato, ma anche i futuri versamenti di TFR maturando e contributo del datore di lavoro verso un qualunque fondo pensione differente, anche di natura diversa rispetto a quello di origine (PIP, fondo aperto e fondo negoziale).
È una svolta che rafforza la libertà di scelta degli iscritti e rende il sistema più flessibile e orientato ai bisogni delle persone.
Che cosa cambia con la riforma della portabilità?
La normativa vigente (D. Lgs. 252/2005) già prevedeva la possibilità, dopo due anni di iscrizione, di trasferire la posizione individuale maturata verso un’altra forma pensionistica.
La Legge di Bilancio 2026 interviene su un punto cruciale: elimina i limiti contrattuali che impedivano in molti casi lo spostamento del TFR maturando e del contributo datoriale verso un altro fondo.
In concreto sarà possibile:
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trasferire l’intera posizione individuale maturata;
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trasferire il TFR futuro verso un nuovo fondo;
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trasferire anche il contributo del datore di lavoro, senza più limiti dati dal CCNL di appartenenza.
Si tratta di un cambiamento profondo che supera vincoli storici imposti dagli accordi di categoria (come nel caso dei fondi negoziali).
Perché questa è un’opportunità importante per tutti i lavoratori
La nuova portabilità permette ai lavoratori di scegliere il fondo più adatto alle proprie esigenze, anche se inizialmente hanno aderito a un fondo negoziale previsto dal contratto collettivo.
Questa riforma offre un’opportunità preziosa:
➤ Passare a un fondo più performante o più in linea con i propri bisogni
La concorrenza tra fondi aumenterà: costi, rendimenti e qualità della gestione diventeranno elementi ancor più centrali nelle scelte previdenziali. I lavoratori potranno orientarsi verso soluzioni più efficienti o coerenti con il proprio profilo di rischio e i propri obiettivi di lungo periodo.
➤ Benefici anche per chi è iscritto a un fondo negoziale
Per la prima volta, anche questi iscritti potranno spostare tutta la posizione, inclusi TFR e contributo datoriale.
È un cambiamento che apre scenari completamente nuovi per chi finora era vincolato al fondo di categoria.
➤ Libertà di scelta come pilastro della previdenza complementare
La riforma rafforza la centralità della decisione individuale: ogni persona potrà costruire un percorso previdenziale più personalizzato.
Impatti sul sistema e dibattito politico
La riforma ha suscitato un confronto aperto tra gli operatori del settore.
Alcuni emendamenti al Milleproroghe propongono di rinviare l’entrata in vigore per dare al mercato della previdenza complementare il tempo di adeguarsi ai nuovi flussi potenzialmente rilevanti.
Le preoccupazioni principali riguardano:
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il possibile indebolimento dei fondi negoziali, che vedrebbero maggiore mobilità in uscita;
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la necessità di garantire continuità ed equilibrio al secondo pilastro previdenziale.
Indipendentemente dal dibattito, il principio introdotto dalla riforma rimane chiaro: rendere il sistema più dinamico e orientato alle esigenze delle persone.
Alleanza Assicurazioni e l’impegno verso il benessere previdenziale delle famiglie
Per oltre 125 anni Alleanza ha accompagnato le famiglie italiane nelle scelte di risparmio e protezione di lungo periodo, ponendo al centro valori come trasparenza, affidabilità e attenzione al cliente.
In questo nuovo scenario, il ruolo del consulente diventa ancora più strategico: aiutare i lavoratori a orientarsi nella maggiore libertà di scelta e costruire soluzioni previdenziali in linea con obiettivi e sensibilità personali.
La riforma non è solo un cambiamento tecnico: è una grande occasione per rafforzare la consapevolezza previdenziale e per dare alle persone la possibilità di costruire un futuro più sereno e sostenibile.
Conclusione
La portabilità dei fondi pensione dal 2026 rappresenta un importante passo avanti per tutti i lavoratori dipendenti.
Finalmente sarà possibile trasferire tutta la propria posizione, compresi TFR maturando e contributo datoriale, verso un fondo ritenuto più vantaggioso o coerente con le proprie esigenze.
Una libertà nuova, che rafforza la centralità del lavoratore e valorizza il ruolo di un consulente vicino, competente e capace di accompagnare scelte consapevoli nel tempo.
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