E’ normale pensare che la previdenza complementare sia un tema lontano, in particolare se sei molto giovane. In realtà riguarda le scelte che fai oggi per costruire, poco alla volta, una maggiore serenità economica domani.
Dal 2026 entrano in vigore alcune novità importanti che rendono la previdenza complementare più flessibile e più conveniente.
Vediamo cosa cambia davvero, con esempi concreti.
Dal 1° gennaio 2026 aumenta il limite dei contributi deducibili nella previdenza complementare: da 5.164,57 euro a 5.300 euro all’anno
Cosa significa “deducibili”? Che fino a quella cifra lo Stato non ti tassa sui soldi che versi nel fondo pensione.
In pratica:
versi per il tuo futuro
Facciamo un esempio
Immaginiamo un dipendente che:
Cosa succede in pratica?
👉 Quei 2.500 euro non vengono tassati.
Il reddito su cui si calcolano le imposte viene ricalcolato:
Il risultato è immediato
👉 825 euro di tasse in meno.
E non finisce qui.
A questo risparmio si aggiunge anche:
Detto in modo ancora più semplice
È come se:
Per i lavoratori alla prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007 la normativa è ancora più favorevole.
Se nei primi 5 anni di adesione non si riesce a versare il massimo:
Si potrà arrivare a dedurre fino a 7.950 euro.
Un meccanismo pensato proprio per i giovani, che all’inizio spesso hanno redditi più contenuti.
Dal 2026 aumenta la quota di capitale richiedibile come opzione ordinaria:
Dal 50% si passa al 60% del montante accumulato, il restante può essere trasformato in rendita.
Resta inoltre confermata la possibilità di ricevere il 100% in capitale quando la rendita teorica ottenibile da almeno il 70% del montante risulta molto bassa (inferiore al 50% dell’assegno sociale).
La novità quindi amplia la libertà di scelta standard.
Dal 1° luglio 2026 si aggiungono nuove modalità di rendita.
Dal punto di vista fiscale:
Dal 31 ottobre 2026 sarà possibile:
Una novità importante per chi:
Dal 2026 la previdenza complementare diventa:
Non è un tema lontano: è una scelta che cresce con te, anno dopo anno.